“Insonnio”, ma son desto!

 

La storia ci narra che un uomo vissuto centinaia di anni fa, a causa di un litigio dovuto a diritti di eredità, dovette fuggire lontano verso l’ignoto alla ricerca di una comunità in cui rifugiarsi. Il viaggio stesso era un’ incognita e a fargli compagnia c’erano solo i suoi pensieri, la sua fede e le luci notturne delle stelle. Nonostante questo, il racconto riferisce del suo pesante sonno in mezzo al deserto avendo come cuscino solo un grande sasso. Se conoscete le Sacre Scritture quell’uomo era Giacobbe. Un uomo che viveva in contesti diversi dai nostri in cui tutto è intorno a noi per darci sicurezza; una sicurezza che però non sentiamo veramente dentro di noi.

Al contrario di Giacobbe, un altro libro ci narra di un uomo relativamente giovane che in preda all’esasperazione per la sua insonnia stava coltivando tendenze suicide. La storia di quest’uomo, raccontata in un libro molto più recente rispetto alla Bibbia, ovvero quello di Dale Carnegie in “Come vincere lo stress e ricominciare a vivere” ci dice che la svolta avvenne dopo che il medico altrettanto esasperato lo riprese schiettamente:

“Io non posso aiutarti! Nessuno può aiutarti! Perché il male lo hai dentro di te. Vai a letto la sera, e se non puoi chiudere occhio, non farci caso. Dì a te stesso: “Me ne frego se non dormo. Fa lo stesso, anche se sto disteso ad occhi aperti fino al mattino. In qualche modo mi riposerò”

D’altronde nessuno è mai morto di insonnia, ma molti si sono ammalati per la preoccupazione di non dormire.

La vita ci manda sempre dei messaggi che pungolano le nostre debolezze per farci diventare forti e se soffri di insonnia c’è un messaggio anche per te, ovvero: Hey amico! Hai un problema da risolvere!

Ma non ti illudere, non è il problema che pensi tu! Non è legato ai pensieri che ti tengono sveglio.

Il problema è la tua ansia. Il tuo modo di vivere i tuoi pensieri e i tuoi problemi. È questo che ti distrugge!  La tua insicurezza, la tua mania da controllo che ti ha reso “troppo saggio” lasciando poco spazio alla spontaneità della vita, la tua poca fiducia in te stesso e nella vita in generale.

Non riesci ad accettare che qualcosa possa andare storto o che qualcosa sia andato storto e non deve più accadere. Tutto deve filare liscio. C’è un programma da rispettare per filo e per segno. Ci sono eventi che devono essere previsti e prevenuti. Nel mio libro La corda sottile scrivo anche riguardo a questo argomento. Leggilo! È un breve, ma significativo messaggio.

Ma che dire di me?! Questo articolo nasce proprio durante una delle mie tante notti insonni. Sì, anche io mi ritrovo sveglio nella notte o tendo a non addormentarmi, ma a differenza del passato ho smesso di chiedermi il perché ed ho iniziato ad amare questo “nuovo spazio” che la vita mi regala senza troppi patemi.

Ci sono sentori, silenzi, visioni che la notte ti regala che appagano e riposano il tuo spirito. Mi alzo, mi lavo, prendo un caffè anche doppio per sfidare l’insonnia che la sorte mi ha voluto donare e lavoro, leggo, studio, prego ed esco per una passeggiata respirando la pace di quel momento. Tutto quello che posso fino a quando non crollo spontaneamente per un breve ma felice riposo. Perché ti assicuro che se togli le tue resistenze la tua natura ti costringerà a dormire.

Il ragazzo esasperato, di cui Carnegie narrava, nel giro di poche settimane riuscì a tornare padrone del suo riposo E tu? Ce la farai? Lo stesso libro di cui sopra dava questo consiglio:

“Il miglior requisito per un buon sonno notturno è una sensazione di sicurezza. Dobbiamo avere la stessa sensazione che qualcosa di più grande di noi si prenderà cura della nostra persona fino al mattino seguente”.

Forse era proprio quella sensazione che per Giacobbe oscurava anche la durezza del cuscino.

Di seguito ti riporto alcuni consigli che lo stesso libro sopra citato riporta per aiutarci a eliminare le nostre restrizioni e fare pace con il nostro sonno:

  • Se non riesci a dormire alzati e svolgi serenamente qualsiasi attività ti dia piacere o occupi i tuoi pensieri giornalieri.
  • Smettila di preoccuparti per la tua insonnia. La vita ti sta mandando un segnale ben preciso che tu devi ascoltare e su cui devi lavorare. Preoccuparsi dell’insonnia ha di solito conseguenze molto maggiori dell’insonnia stessa.
  • Se sei religioso cerca di pregare. Molti recitano salmi a memoria come il salmo 23. Sono solo sei versetti ma molto rassicuranti. Le parole hanno un effetto ipnotico importante sulla nostra psiche.
  • Se non sei religioso pratiche di training autogeno che portano a rilassare i muscoli, attivano anche la distensione del sistema nervoso.
  • Stancati! Vivi la tua giornata intensamente e con vitalità. La stanchezza fisica è buona amica del tuo sonno.
  • Rivestiti di fiducia e speranza

Tuo compagno di appaganti notti insonni.

Francesco Christian Bevilacqua

Autore

  • Francesco Christian Bevilacqua

    Padre, imprenditore e scrittore. Residente a Bologna, Francesco Christian Bevilacqua ha costruito la sua vita affrontando sfide continue. Tra cadute, momenti di pace e "camminate letterarie sui carboni ardenti", ha trovato la sua voce. Oggi scrive per un obiettivo chiaro: aiutarti a riscoprire, giorno dopo giorno, la tua unicità.

    Il percorso di Francesco unisce mondi apparentemente opposti e contraddittori, creando una sintesi perfetta per chi cerca il cambiamento:

    La mente logica: Gli studi tecnici gli hanno insegnato la concretezza e il problem-solving.
    Il cuore empatico: I percorsi di sostegno emotivo e motivazionale, vissuti sin da giovane, lo hanno aperto all'ascolto dell'altro.
    L'apertura alla diversità: L'unione di queste due anime lo ha spinto ad accogliere ogni sfumatura umana senza giudizio.

    La sua scrittura non offre formule magiche, ma un valore duraturo: uno specchio in cui guardarsi per ritrovare la propria forza interiore e celebrare ciò che ci rende unici.

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1 commento su ““Insonnio”, ma son desto!”

  1. Molto interessante.

    Vorrei aggiungere un altro spunto di riflessione …

    Un’altro strumento per far pace con il sonno è eliminare tutto ciò che ti stressa (se puoi) e per quello che non puoi eliminare devi cambiare atteggiamento: devi accoglierlo e guardalo passare.

    Non è un concetto nuovo … lo troviamo sempre lì … (Salmo 55:22 parte a).
    Verrà il tempo in cui le cose andranno diversamente …

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