Il vestito del saggio
Eccolo qui, il momento che non ti aspetti è arrivato. Si è messo il vestito buono della domenica. Ha usato un linguaggio semplice e composto da poche parole. Ha sollecitato la mia buona coscienza inducendomi a mettermi le sue preoccupazioni e poi ha sferrato il suo inganno ben organizzato sul web. La truffa mi è stata servita il 15 di agosto mentre la mia mente aveva smesso di essere vigile e le mie attenzioni erano scappate per trovare anche loro un po’ di sole e di mare. E infatti sono rimaste un po’ scottate!
Dopo aver dato il via alle solite recriminazioni preoccupanti sul come e sul perché, e aver smaltito un po’ di rabbia, ho dovuto accettare la cruda verità: è stato molto più sveglio e intelligente di me. E che liberazione quando accetti la verità, anche se scomoda per il tuo ego! Ed io ho accettato la sconfitta e assorbito l’insegnamento che mi ha lasciato per gestire meglio il mio prossimo futuro: la mia debolezza si è manifestata nell’eccessiva fiducia per il prossimo. Ha vinto la sua battaglia contro di me, ma povero lui ha scelto di perdere per l’ennesima volta la sua lotta per la vita.
Anche se le nostre emozioni immeditate ci faranno vedere solo l’aspetto materiale di chi ha ottenuto qualcosa, la realtà è che tutto il male che è in lui e che sta elargendo gli piomberà addosso. “Non c’è pace per i malvagi” dice un antico libro di saggistica. Un altro proverbio contadino recita: “male non fare, paura non avere”.
Ai saggi bisogna dare ascolto perché ci raccontano come vanno a finire le storie. Loro non conoscevano come noi oggi tutte le reazioni fisico-chimiche dei vari minerali presenti nella terra che giustificano la graduale trasformazione di un seme in una pianta fruttifera. Ma erano sicuri che il seme prima o poi avrebbe prodotto il suo frutto. Lo avevano attestato ripetute volte con i loro occhi.
Il nostro compito è quindi solo quello di credere ai giusti e saggi valori.
Ma come riconoscere un saggio? Prova ad immaginartelo!
Come può essere vestito? Quale può essere il tono della sua voce? È vecchio o giovane? È ricco o povero? Cosa dovresti provare mentre parla? Cosa dovrebbe essere capace di trasmetterti? Dovresti sentire il peso delle sue parole o la leggerezza della sua libertà? I suoi occhi sanno sorriderti onestamente? Ti parla dei suoi errori con vivo sentimento? La sua immagine fisica e materiale ti coinvolge più che le sue qualità? Per cosa lotta? Sono evidenti i frutti dei suoi importanti valori morali nella sua vita? Pensieri buoni portano salute buona e allora chiediti: come va la sua salute? Alza barriere a sua difesa o ha imparato ad accogliere per il confronto? Dialoga con le parti buone di te o sollecita le parti distruttive di te. Cerca il suo vantaggio? Ti fa sentire mancante o speranzoso?
Per una mente critica e sofferente può davvero essere difficile riconoscere un saggio, ma aspetta! Ci sono i libri! Si, i libri!
Il saggio Re Salomone scrisse “che a far molti libri è necessaria una dedizione che affatica” perché colui che vuole donare la sua anima trovata o ritrovata deve far fondo a notevoli risorse emotive e fisiche per divulgarla.
E allora leggi! Compra i libri e investi sulla tua cultura. Non essere di mano corta con il tuo cuore bisognoso di buone parole.
Puoi andare su ciò che è ufficialmente consacrato come “Saggezza”. È una tua scelta. Personalmente ho trovato nei libri di Dale Carnergie molti spunti nella mia giovinezza.
Buona lettura nella speranza che un giorno sia tu il saggio che si ricerca.
Francesco Christian Bevilacqua



