È tutta colpa di Dio!

 

CONTRASTO

Sono le 22:30 di una solita serata di autunno. Esco sulla terrazza della mia casa di campagna e vengo accolto da un cielo stranamente pulito nella mia Bologna, che sembra volermi abbracciare e gridare tutta l’energia e la bontà di Colui che ne è l’artefice. Respiro lentamente, accolgo e ringrazio per questo momento che crea distensione nel mio stanco corpo. A volte penso che il senso della vita non sia così lontano da noi, ma i nostri piani sono tanti, troppi, e non ci fanno dormire!

Rientro in casa e mi dirigo verso il mio letto. Mi distendo e dopo pochi istanti la mente mi porta velocemente dentro un passato lontano. Non comprendo come nascano e viaggino i pensieri nella mia mente. Vado indietro di una trentina di anni. Una famiglia composta da quattro persone molto semplici, poco istruite, ma con una dolcezza nella parte femminile ed un sorriso nella parte maschile che ti allarga il cuore. Le ho conosciute durante le riunioni nella comunità religiosa di cui facevo parte. Mi soffermo sul ragazzo. Biondo, capelli a caschetto disordinati ed un corpo scoordinato che attirava la mia attenzione. Mi veniva a salutare con tanta energia, la stessa che usava per dare calci a un pallone in tutto il suo tempo libero.

Il ricordo si fa pesante perché, dopo pochi anni da quell’incontro seppi che quel giovane era deceduto davanti agli occhi del padre incredulo, investito tragicamente sulle strisce pedonali di una strada trafficata, troppo trafficata.

Istintivamente mi irrigidisco immedesimandomi realisticamente nel dolore del padre.

Il mio animo diventa nervoso, quasi rabbioso verso Colui che poco prima avevo ringraziato. Sento il peso di quel legame interrotto addosso, visualizzando l’immagine dei miei figli.

Quando il legame è di quelli eterni e lo strappo è definitivo, la tua impotenza diventa manifesta e la tua debolezza chiama il colpevole in Colui che può tutto. Sì, un colpevole deve esserci!

Il contrasto tra la mia fede e il mio cuore è iniziato. Ci sono cose non solute nel mio cuore che emergono e che l’indifferenza o la semplice necessità di andare avanti nasconde.

Volevo dormire ma mi arrendo e le ascolto. Anzi le scrivo!

ALLA RICERCA DI SPIEGAZIONI

Sono un uomo di fede, o quanto meno ci provo. È un valore di cui sono sempre alla ricerca, quasi ossessiva. Ho passato decine di anni nello studio delle Sacre Scritture per trovare risposte e condividerle. Faccio leva su questa conoscenza e gradualmente il mio stato d’animo si fa più leggero perché mi concentro sul possibile senso di tutto questo, ed emergono concetti che vogliono rassicurarmi, ma che sono certo non ci riusciranno.

È scritto che in un futuro che non conosciamo le sofferenze e le lacrime cesseranno!

Non basta! Lo strappo lo sento adesso. Del futuro non mi importa, come non importava a quel padre che purtroppo si è smarrito nel dolore dopo quell’evento. Come fargliene una colpa.

È scritto che per Dio un giorno sono come mille anni e mille anni come un giorno. Bisogna solo avere pazienza in attesa che tutto si compia.

Non basta! Per me uomo mortale un giorno è un giorno e mille anni sono troppi.

Troppo facile tutto questo per un Dio che nella sua onnipotenza ha una gran fiducia in sé stesso a discapito della mia mortalità e manifesta fragilità.

Cambio direzione e rivolgo la mia attenzione ai miliardi di persone che vivono ed hanno vissuto. Uomini e donne di fede, ma anche no! Nessuno di loro è stato o è immune dallo strappo della morte e delle tragedie.

Nella mia mente il dolore come le difficoltà è sempre insormontabile, troppo forte ancora prima che si manifesti. La paura è più grande della realtà! Vittoriosa sin da subito!

Paura o non paura la realtà è che la vita continua. C‘è stata data questa sorte e fino alla fine dobbiamo viverla, dargli un senso.  La vita è un dono e con questo dono ne arrivano altri come i figli. Ciò che abbiamo vissuto rimane sempre con noi, come il sorriso di quel ragazzino è ancora dentro di me.

In realtà niente ci viene tolto perché tutto ci è stato donato. Sta a noi farlo vivere fino a quando possiamo!

In fondo la COLPA È SEMPRE DI DIO, perché ha creato per noi piccoli uomini un universo troppo grande di cui non afferriamo ancora il senso.

In fondo la COLPA È SEMPRE DI DIO perché le religioni si affannano a raccontarci il loro turbamento.

Con certezza dico: la COLPA È SEMPRE DI DIO, perché non abbiamo ancora compreso cosa Lui abbia in mente per noi e cosa voglia da noi.

VANITA’

Non ti proteggere, non ti chiudere, non serve! Vivi con tutta l’energia, l’amore e la disperazione che hai fino a quando te ne è data la possibilità! Tutto prima o poi si rivelerà, tra mille anni o un giorno, ma che importanza ha!

Con tutto l’amore

Francesco Christian Bevilacqua

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