Se l’amore fosse…in poesia

 

Nel mezzo di tutto mi trovo tra gioie e dolori che non riesco a controllare

che sia davvero l’amore che io debba ricercare.

Se l’amore fosse…come potrei io essere?

 

Se l’amore fosse geloso

lo smascherei come poco vigoroso

Il mio animo lentamente si placherebbe 

perché il mio cuore finalmente capirebbe

che non è il perderti che mi farebbe male

ma è l’amarti per renderti felice che per me vale.

 

Seppur nel suo imparare l’amore diventasse vanitoso

davanti a migliaia di specchi lo trascinerei impetuoso

insieme a lui di ogni immagine mi priverei 

ed essi tutti spaccherei

perché è con lui nelle sue profondità che vorrei imparare a perdermi,

sperando così di poter poi ritrovarmi.

 

Se col tempo per il suo buon agire l’amore si riempisse di orgoglio,

di tanta saggezza lo vedrei spoglio

in lui io totalmente il mio cammino riconoscerei

ma supplicando nel dolore delle sue ginocchia l’umiltà domanderei.

 

E se tra uno sgarbo e l’altro l’amore si manifestasse nell’ira

vedrei Dio devastare il male, ma a me dire; non ti accendere, respira.

e allora a Lui il mio bisogno di giustizia con foga urlerei

e insieme con loro nella pace la giustizia otterrei.

 

Ma se per cecità l’amore volesse manifestarsi in modo indecente

in lui noterei tutte le mie macchie, le macchie di un perdente,  

prova a stare ancora con me lo supplicherei

e con lui nella bianca e pura legge mi purificherei.

 

Se ancora in preda al suo ego l’amore iniziasse a cercare il proprio interesse

e in me l’assenza dell’uomo di vero valore si manifestasse

con lui di generosità la mia nuda povertà coprirei 

e tutti i miei averi senza esitare donerei.

 

Ma se nel cambiare l’amore iniziasse col non rallegrarsi della crudeltà

ma nel rallegrarsi della verità, 

con lui l’invidia, la mia invidia scaccerei

e la mia poca autostima ucciderei.

 

E se con comprensione, nella sua ragione l’amore fosse nel non tenere conto del male, 

calunnia, frode, inganno e ingiuria non mi toccherebbero nel reale.

Come mio amico intimo, lo ascolterei 

e con i suoi occhi il mio cammino senza distrarmi continuerei.

 

E se ancora di più  l’amore in tutta la sua luce si desse al coprire ogni cosa

come per una casta e pura vergine data in sposa

da lui una calda coperta prenderei 

e della forza del suo perdono mi innamorerei.

 

E se poi in suo onore l’amore fosse anche paziente, 

pace, presenza, e godimento avrei frequentemente

con lui volentieri aspetterei che il mare smettesse di essere agitato,

per esserne infine dal suo blu, abbracciato.

 

E se come non ultimo regalo l’amore fosse anche premuroso, 

di esso, si, ora sarei orgoglioso

lascerei che su di me la gentilezza potesse padroneggiare,

e il suo bellissimo vestito tutti potessero ammirare.

 

E se nel suo slancio aggiungendo fede, l’amore fosse nel credere ogni cosa, 

scoprirei la paura e il dubbio che su ogni cosa si posa.

A lui la possibilità che il mio valore emerga lascerei

e con lui a costruire miracoli inizierei.

 

E se nella sua perfezione,  l’amore fosse anche nello sperare ogni cosa 

al Bucaneve, al Girasole e al Fior di Loto penserei affinché la mia resilienza non sia erosa

e con lui della loro forza e bellezza mi nutrirei

e ogni giorno anche dal fango rinascerei

 

Si, se l’amore davvero fosse, io essere potrei, forse.

 

Ispirata dal testo della seconda lettera di Paolo ai Corinti al capitolo 13

Con amore,

Francesco Christian Bevilacqua

 

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