Oggi nevica!
Ci sono spazi che chiamano e a volte urlano ansiosamente per essere riempiti.
È la voce del mondo che ti chiama all’impegno, alla sopravvivenza, all’idolatrico commercio e a volte anche alla pazzia, alla vanità e ad uno strano senso di incompiutezza che soddisfi decidendo di appartenere a qualcosa o a qualcuno, tranne che a te stesso e se lo hai, al tuo Dio.
Lavoro, sport, religione, scuola sembra abbiano perso la strada, ma ti vogliono avidamente con loro.
I tuoi nervi sono stanchi ma oramai sono schiavi automatizzati da meccanismi compulsivi.
Il vuoto di questi spazi urla il bisogno della tua presenza oggi più che mai nell’era digitale in cui il richiamo è diventato più intenso, più frequente, più ossessivo e mai domo.
Ma oggi no! Oggi NEVICA!
L’ aria è fredda, frizzante, pulita dal maltempo e invita a trovare calore nel movimento mentre lascio che i miei polmoni godano pienamente di tanta generosità. Il sole fa la sua bella figura tingendo l’atmosfera di un azzurro brillante. La campagna con i suoi terreni dormienti ha accolto la neve ritrovata dopo tanti anni nella mia Bologna, come fosse una comoda coperta che permette di continuare il proprio sonno. La neve dal canto suo consapevole del suo potere di incantare l’animo umano fa sentire il potere della sua presenza trasmettendo un candore che ti mette in pace con il mondo.
Un ego padroneggiante quello della neve, capace di prendere lo spazio che desidera nella tua vita.
Arrivata copiosa e inaspettata un martedì di fine festività, mentre cadeva riusciva ad attutire tutti i rumori e si mostrava capace di limitare il continuo muoversi quasi compulsivo che ci vuole mai fermi almeno nei pensieri, o forse è meglio dire mai in pace.
Ma adesso è il momento del silenzio.
Un silenzio che richiama un senso di solitudine.
Ma non è una solitudine triste.
È solo quello spazio regalato alla nostra interiorità di trovare tempo per emergere e raccontarci di cose sopite.
Interiorità che si fa sentire attraverso emozioni anche forti e commoventi a cui vuoi restare aggrappato e in cui provi per qualche toccante istante la sensazione che tutto sia chiaro, che il senso di ogni cosa in questo momento tu lo possa quasi toccare.
La semplicità che appaga e trionfa sulla vanità del materialismo umano.
L’ho notato anche negli occhi di mia moglie e dei miei figli mentre giocavamo nella neve senza il timore del suo freddo stranamente caloroso.
Una strana felice malinconia da cui non staccarsi, a cui rimanere aggrappati. Ricordi e sensazioni di felicità invadenti a cui lasciarsi andare. Ci guardiamo con occhi lucidi e decidiamo di lasciare scorrere il tutto e vivere con intensità questo momento, come fa questa neve che già si sta sciogliendo sotto i nostri giochi senza opporsi alla natura delle cose.
Uno spazio è stato riempito!
Ma questa volta non è al mondo che abbiamo risposto, ma alla voce del nostro bisogno spirituale che si è rivelato nella semplicità di una neve capace di farti vivere cosa è realmente vero.



