La maschera dell’arroganza e del sarcasmo

Ho mille centinaia di ricordi e sensazioni che parlano di persone con cui stabilire un contatto è stato solo naturale e piacevole. Ma ho anche altrettanti ricordi in cui il solo contatto visivo è stato difficile da mantenere. Lo sguardo che si abbassa e fugge a destra e sinistra. Quel senso di timidezza che ci allontana dalla persona, come se guardarlo dritto fosse il ponte per andare in luoghi che non ci piacciono.

E così perdiamo il contatto con il nostro prossimo ma soprattutto con la nostra parte più vera che non riesce più a manifestarsi. Ci facciamo piccoli e deboli reagendo con freddezza e indifferenza a quella maschera di arroganza e sarcasmo che il nostro prossimo sta usando per proteggersi. Non ci piace! In quel buio ci sentiamo persi e come darci torto; il solo significato etimologico di queste parole definisce chi è infelice. Proviamo a scavare un pochino.

L’essere arrogante è di chi mostra insolenza e asprezza presumendo troppo di sé.  Vuol far sentire la sua superiorità e lo fa in modo sfacciato anche con il linguaggio del corpo.  Talora esprime anche violenza per ragioni di potere, di dominanza.

Colui che è sarcastico, invece, cerca di utilizzare un linguaggio amaro e pungente che nasconde animosità. Il suo dire è quindi inteso ad offendere e umiliare, e a volte può anche essere espressione della profonda amarezza e odio che dimorano in lui.

Anche se non la capiamo perché in noi non c’è ancora una maturità emotiva e spirituale, sentiamo la sofferenza di un essere umano che vuole raggiungerci e farci del male  proprio come lo è stato fatto a lui.

Non ti distrarre! Prova a non perdere te stesso, scavalcando quella maschera che il tuo prossimo sta utilizzando per difendersi, e guardare con compassione al disagio che in lui si nasconde. Non lo giustificare; questa oscurità deve essere eliminata! Solo comprendila per non perdere te stesso. Mantieni il suo sguardo su di lui, come a dirgli: “non mi spaventa ciò che sei e non ho paura di imparare da ciò che sei!”

Chi non ha paura del suo prossimo non ha bisogno di dominare e umiliare. E’ solo paura! La sua paura. Lui non vuole più stare male. Deve difendersi abbassandoti in qualche modo e tu puoi dimostrargli che di te si può fidare. Il suo male non riesce ad agire sulla tua comprensione di tutto questo.

Tutti hanno bisogno di un buon amico, scriveva Dale Carnegie nei suoi libri che ho divorato sin da ragazzo, e ne tu ne lui avete bisogno di un nemico. Non sto dicendo che dobbiamo cambiare le persone, non ci compete. Dobbiamo solo non perdere noi stessi nel male che le persone portano dentro di loro.

Buoni, cattivi, saggi, stolti, simpatici e antipatici li incontrerai tutti nella tua vita. Ognuno di loro ti darà la possibilità di vedere la verità se non hai paura e non perdi il contatto con te stesso. Così potrai con il tempo crescere  libero dal male del mondo.

Non riuscirai sempre a non farti distrarre. In te nasceranno sentimenti veri di disprezzo e rabbia per questi comportamenti, ma col tempo, la tua perspicacia ti farà vedere ciò che le emozioni “negative” spesso nascondono e tu riuscirai a rimanere felice e a dare più fiducia al tuo prossimo sofferente.

 

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Francesco Christian Bevilacqua

 

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